Nino è un micio caorlotto doc di circa 6 anni portato a visita per tosse cronica e dimagrimento.
È stato sottoposto ad ecografia cardiaca che ha evidenziato la presenza di parassiti adulti di “Dirofilaria Immittis” tra atrio destro e ventricolo destro e tra ventricolo destro ed arteria polmonare.
Il gatto è considerato una specie resistente all’infestazione PERÒ si è visto che, in aree dove non viene svolta un’adeguata profilassi nel cane, si è riscontrata una sieroconversione del 13/15% con rilievo di parassiti adulti nel 4/5% dei casi!!!!
I soggetti più colpiti sono gatti maschi adulti! Non c’è una terapia risolutiva, come nel cane, ma solo conservativa. Quindi PREVENZIONE sia nel cane che nel gatto !!!
A seguito delle numerose segnalazioni riguardanti il soccorso di animali selvatici (cigni, volatili, ricci, ecc.) rinvenuti feriti o debilitati, abbiamo ritenuto opportuno segnalarvi questo link informativo che spiega come il CENTRO DI RECUPERO ANIMALI SELVATICI (C.R.A.S.) di Polesella (RO), gestito dal Dr. Luciano Tarricone e dalle Associazioni fondatrici (WWF di Rovigo e Lipu di Adria), intervenga nel curare e reimmettere in natura quegli individui di specie selvatiche di particolare interesse naturalistico.
Si raccomanda inoltre di evitare di avvicinarsi a pulcini, se non feriti o in situazioni di pericolo!
Per informazioni o in caso voleste segnalare la presenza di un animale selvatico ferito:
Dott. Luciano Tarricone – Ambulatorio sito a Polesella (RO) Strada Statale 16, n° 2287/C
La FELV (Leucemia virale felina) è una malattia virale del gatto non trasmissibile all’uomo o ad altre specie animali, che puo’ provocare diverse patologie del sistema ematopoietico e linfoide: linfosarcomi, leucemie, anemia, aplasie midollari, immunodeficienze. Si trasmette per contatto diretto, soprattutto tramite la saliva (condivisione ciotole, lettiere, grooming e secondariamente morso) di gatti con viremia persistente.
La malattia può avere un decorso subdolo e tra l’infezione e la positivita’ ai test possono passare anche alcuni mesi, durante i quali il virus circola nel sangue del gatto per giorni o settimane e successivamente, grazie alla risposta immunitaria anticorpale, scompare dal circolo sanguigno integrandosi stabilmente nel genoma.
La malattia si puo’ diagnosticare attraverso un test rapido eseguibile in ambulatorio, ed eventualmente attraverso altri test piu’ specifici in base alla sintomatologia clinica del gatto e ad eventuali analisi del sangue. Attualmente non esiste un farmaco che elimini completamente il virus dall’organismo, ma solo eventuali terapie palliative che possono controllare infezioni secondarie o migliorare lo stato sanitario del gatto.
A causa della gravità e letalità di questa malattia infettiva è molto importante adottare delle misure igieniche e di profilassi che consistono nel separare gatti infetti dai gatti negativi ai test, fare diagnosi precoce su gatti appena introdotti, eseguire in gatti a rischio vaccini per FELV annualmente, ricordando che nessun vaccino protegge al 100% il soggetto dalle malattie infettive, ma riduce molto la probabilita’ di trasmissione.
… è una malattia parassitaria sostenuta dai coccidi, protozoi che proliferano all’interno del tratto intestinale ed è tipica del cucciolo.
Si manifesta con diarrea ed è spesso accompagnata anche dalla presenza di sangue.
La prima cosa da fare per arrivare alla diagnosi è l’esame delle feci dal medico veterinario che vi spiegherà la terapia con la giusta posologia e i tempi di somministrazione.
La primavera è arrivata e finalmente i nostri cari amici pelosi possono godersi le lunghe passeggiate tra campi, giardini, prati e così via…Ma in agguato tra i cespugli e i fili d’erba si nasconde una minaccia: la ZECCA!
Zecca estratta da un cane
Una volta individuata l’ignara vittima, questi antipatici artropodi si ancorano alla cute dell’animale per poter fare il loro banchetto di sangue, nutrire le loro uova e moltiplicarsi di dimensione (in poco tempo, dalle dimensioni di un granello di sabbia raggiungono la grandezza di una lenticchia).
Il problema maggiore dell’infestazione da zecche però sta nel fatto che possono rappresentare un’importante veicolo d’infezione per alcune gravi malattie che si possono manifestare con febbre, inappetenza, anemia, emorragie (ematuria), epistassi, perdita di pelo, difficoltà deambulatorie, encefalopatie, sintomi neurologici (convulsioni, crisi epilettiche) e in casi estremi possono portare anche alla morte. http://www.tipresentoilcane.com/2011/05/08/le-malattie-da-zecche-nel-cane/
Nelle nostre zone le zecche possono essere attive tutto l’anno ma presentano il picco stagionale tra MARZO e NOVEMBRE; è per questo importante controllare sem
pre il nostro animale soprattutto tra gli spazi interdigitali, la faccia interna dei padiglioni auricolari, il piatto delle cosce e così via…
Ma come dice il famoso proverbio “PREVENIRE E MEGLIO CHE CURARE!”: è importante quindi non aspettare ma proteggere per tempo il nostro amico a quattro zampe con dei prodotti specifici, consigliati dal medico veterinario.
Uno dei luoghi preferiti è la faccia interna del padiglione auricolare
I nostri simpatici amici possono ingerire diversi tipi di oggetti o materiali.
A volte il corpo estraneo risulta evidenziabile alla visita clinica, spesso pero’ bisogna ricorrere a specifici esami come la radiografia. Quelle macchioline bianche che vedete sono infatti un tot di sassi che la nostra amica Layla si è voluta mangiare.
I signori proprietari sono avvisati! Gli aspirapolvere non sono solo quelli che vanno ad energia elettrica.