Daisy…una paziente modello!

Oggi mandiamo un abbraccio alla nostra Daisy, una piccola roccia di 11 mesi che quest’anno ha superato una frattura di radio-ulna ed una trombocitopenia ed anemia emolitica immunomediata.

Daisy è stata visitata per abbattimento e riduzione dell’appetito. Alla visita clinica erano presenti numerose petecchie (piccole emorragie puntiformi) sulle mucose esplorabili. Sono stati eseguiti tutti gli accertamenti che hanno portato a diagnosticare questa patologia di origine immunomediata, detta anche Sindrome di Evans.

Brava la nostra Daisy, mi sa che hai dato abbastanza per quest’anno!!!

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E anche quest’anno vogliamo ricordare un nemico comune…IL FORASACCO!

Può colpire varie parti del corpo dell’animale e ve ne riportiamo alcuni esempi di questi ultimi giorni:

Zampe. Spesso il forasacco si insinua tra le dita del cane. L’animale proverà dolore e si leccherà. Potrebbe anche zoppicare. Se non estratto in tempo, noterete anche un rossore della zona interessata con segni di infezione.

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Naso. Un forasacco nel naso porterà il cane a fare ripetuti starnuti, a volte anche accompagnati da un po’ di sangue. È necessario portare il cane subito dal veterinario, anche nel caso in cui dovesse smettere di starnutire; infatti può accadere che il forasacco venga eliminato naturalmente ma potrebbe anche insinuarsi in una zona nascosta del naso.

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Occhi. Il cane colpito da un forasacco negli occhi comincerà a lacrimare ed a grattarsi sulla zona interessata. Anche in questo caso è necessario un pronto intervento poiché il forasacco, continuando a penetrare, potrebbe danneggiare la vista.

Orecchie. Un forasacco penetrato nell’orecchio del cane porterà lo stesso a grattarsi con forza o a scuotere la testa. Potrebbe camminare con la testa abbassata. Un intervento immediato è necessario poiché il forasacco può anche perforare il timpano.

Cute. Il forasacco può penetrare in qualsiasi parte del corpo, insinuandosi lentamente nel tessuto del cane. Qui si avrà rossore, gonfiore, pus, dolore.

Cavo orale. Il forasacco potrebbe perforare incastrarsi anche nelle guance con il rischio di creare un ascesso; se ingoiato potrebbe conficcarsi anche nelle tonsille

Il consiglio è quello di osservare bene il proprio cane al termine di ogni passeggiata soprattutto nel verde; qualsiasi variazione del suo comportamento va segnalata prontamente al veterinario.

Occhio alla sabbia

Queste sono le radiografie di una barboncina venuta in visita per vomito e costipazione. Le radiografie mostrano una zona radiopaca che indica l’enorme ingestione di sabbia che a distanza di due giorni ha raggiunto il retto. I corpi estranei possono avere forma e consistenza oppure essere microscopici, ma se ingeriti in grandi quantità, possono causare patologie subostruttive o ostruttive…quindi ATTENZIONE!!

I TUMORI NEL CANE E NEL GATTO

La percentuale di cani e gatti colpiti da tumore purtroppo è in costante aumento. Ogni organo può essere colpito, in modo più o meno visibile.  La medicina veterinaria in questo branca ha compiuto passi da  gigante negli ultimi anni e le armi che abbiamo a disposizione aumentano sempre di più.

 

post tumori generale

Ma cosa possiamo fare noi per ridimensionare la drasticità di questo problema? Innanzitutto la parola chiave è DIAGNOSI PRECOCE. Portate il vostro cane regolarmente a visita dal veterinario, non aspettate se notate un nodulo cutaneo o mammario, dei linfonodi gonfi, una zoppia, un comportamento anomalo del vostro amico a 4 zampe. Informatevi sulle patologie tumorali a cui può essere predisposta la razza del vostro cane o gatto e sugli accorgimenti preventivi che possono essere messi in atto.

Qual è il primo passo da fare di fronte a un sospetto di tumore? Dare un nome e cognome al tumore stesso , tramite una BIOPSIA. Sia essa una semplice citologia (praticabile nella maggior parte dei casi con con l’animale sveglio) o sia essa una istologia o l’integrazione di entrambe. Una volta ottenuta la diagnosi e l’eventuale grado della neoplasia il veterinario vi potrà dare informazioni più precise sulla prognosi e sulla possibili terapie.

Il secondo step da affrontare in corso di neoplasia è la STADIAZIONE. Essa ci permette di capire fino a che punto arriva il tumore stesso, se sono coinvolti linfonodi o altri organi a distanza e quindi ci permette di fornire una prognosi e di stabilire il corretto approccio terapeutico.

E’ importante ricordare che la diagnosi di tumore NON E’ UNA CONDANNA A MORTE. Non tutti i tumori sono maligni, e alcuni tumori maligni possono essere trattati senza ripercussioni. Esistono neoplasie la cui sola escissione chirurgica risulta curativa e neoplasie che necessitano anche di una terapie adiuvanti.

“Umani non perdete la speranza!! Grazieee” (cit. un gatto anonimo)

gatto che ringrazia

 

LEISHMANIOSI DEL CANE: COS’È E COME PREVENIRLA

A seguito dell’adozione di cuccioli e cani adulti da zone endemiche per Leishmaniosi (in Italia ma non solo), risultati poi colpiti da tale patologia, vi diamo qualche informazione utile su questa malattia di origine parassitaria, sempre più diffusa anche nelle nostre zone.

mappa leishmaniaLa leishmaniosi è una delle malattie trasmesse da vettori più importanti al mondo, sia per diffusione che per gravità. E’ estremamente diffusa in tutta Italia e purtroppo spesso mortale per il cane. Anche se esistono dei farmaci e delle cure per tenere sotto controllo i sintomi e l’evolvere dell’infezione, non è possibile oggi guarire il cane dalla Leishmaniosi.

La malattia è causata da un parassita, la Leishmania infantum, che si trasmette al cane attraverso la puntura di un insetto, il flebotomo o pappatacio (Phlebotomus perniciosus), che assomiglia ad una piccola zanzara, anche per il comportamento ematofago (si nutre di sangue). Attraverso la puntura di questo insetto la Leishmania viene trasmessa da un cane malato ad uno sano, dopo essere diventata infettante nello stomaco del piccolo insetto. L’importanza di questa malattia non è solo legata alla gravità dei sintomi che possono comparire, ma anche al fatto che è una zoonosi, ovvero una malattia trasmissibile all’uomo, non direttamente dal cane in quanto il vettore necessario è sempre il flebotomo. I cani infatti fungono solo da “serbatoio” di Leishmania, motivo per cui il trattamento dei cani con prodotti repellenti riduce indirettamente il rischio di malattia anche nell’uomo, in quanto protegge i cani dalla puntura del flebotomo.leishmania

Nel cane non sempre l’infezione da parte di Leishmania porta alla malattia, infatti molti cani infetti rimangono per tutta la vita asintomatici, senza sviluppare sintomi clinici, grazie all’individuale risposta immunitaria del cane, che, se corretta, non permette l’evoluzione della malattia. Quando la malattia si sviluppa, i sintomi possono essere diversi a seconda degli organi colpiti, ed in generale anche molto vaghi. Si può assistere a dimagrimento, perdita di appetito, sintomi gastrointestinali come vomito e diarrea, perdita di sangue dal naso, patologie dermatologiche, oculari e crescita eccessiva delle unghie. Sintomi più specifici possono essere l’aumento dei linfonodi esplorabili, l’aumento della sete e dell’urinazione in caso si sviluppi un’insufficienza renale, o zoppia.

Purtroppo, ad oggi non esistono farmaci capaci di debellare tutti i microrganismi responsabili della leishmaniosi, e quindi di far guarire il cane. La cura è mirata a gestire i sintomi e tenere sotto controllo la malattia, che spesso ha esiti infausti.

Per questo motivo è fondamentale agire con la prevenzione, riducendo al minimo la possibilità di puntura da parte dei flebotomi attraverso prodotti con caratteristiche repellenti sui flebotomi.

Vi aspettiamo in ambulatorio per illustrarvi i prodotti migliori per ottenere questa protezione.

Si possono poi avere semplici ed utili accortezze:

  • Ridurre l’esposizione notturna del cane al parassita, evitando lunghe passeggiate serali e ricoverando il cane durante la notte (i flebotomi sono più attivi dal crepuscolo all’alba);

  • Applicare alle finestre zanzariere dalle maglie fitte;

  • Utilizzare insetticidi ambientali per uso domestico;

  • Testare il proprio cane con degli esami specifici per valutare la presenza di una esposizione al parassita, ed in caso di determinati livelli di positività procedere ad una quantificazione della carica parassitaria e ad ulteriori accertamenti volti a classificare la gravità della malattia del cane.

Per qualsiasi informazione vi aspettiamo in ambulatorio per chiarire insieme ogni aspetto di questa malattia.

FILARIOSI CARDIOPOLMONARE DEL GATTO

Nino è un micio caorlotto doc di circa 6 anni portato a visita per tosse cronica e dimagrimento.

È stato sottoposto ad ecografia cardiaca che ha evidenziato la presenza di parassiti adulti di “Dirofilaria Immittis” tra atrio destro e ventricolo destro e tra ventricolo destro ed arteria polmonare.

Il gatto è considerato una specie resistente all’infestazione PERÒ si è visto che, in aree dove non viene svolta un’adeguata profilassi nel cane, si è riscontrata una sieroconversione del 13/15% con rilievo di parassiti adulti nel 4/5% dei casi!!!!

I soggetti più colpiti sono gatti maschi adulti! Non c’è una terapia risolutiva, come nel cane, ma solo conservativa. Quindi PREVENZIONE sia nel cane che nel gatto !!!

S.O.S. ANIMALI SELVATICI

http://www.wwfrovigo.it/emergenze-ambientali/il-wwf-italia-per-il-cras-di-rovigo/

A seguito delle numerose segnalazioni riguardanti il soccorso di animali selvatici (cigni, volatili, ricci, ecc.) rinvenuti feriti o debilitati,  abbiamo ritenuto opportuno segnalarvi questo link informativo che spiega come il CENTRO DI RECUPERO ANIMALI SELVATICI (C.R.A.S.) di Polesella (RO), gestito dal Dr. Luciano Tarricone e dalle Associazioni fondatrici (WWF di Rovigo e Lipu di Adria), intervenga nel curare e reimmettere in natura quegli individui di specie selvatiche di particolare interesse naturalistico.

Si raccomanda inoltre di evitare di avvicinarsi a pulcini, se non feriti o in situazioni di pericolo!

 

Per informazioni o in caso voleste segnalare la presenza di un animale selvatico ferito: 

Dott. Luciano Tarricone – Ambulatorio sito a Polesella (RO) Strada Statale 16, n° 2287/C

Telefono 0425 947670 – Cellulare 339 4682583

Due Fiocchi azzurri per Asia

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Ecco la nostra piccola Asia, una bolognese di poco più di due anni, pochi minuti dopo il parto e già intenta ad allattare i suoi due maschietti.

E’ stato un parto esemplare, nonostante fosse la sua prima gravidanza, nonostante la giovane età e la sua piccola taglia.

Complimenti dolce Asia!!!

La FeLV…una grave malattia contro il sistema immunitario del gatto

La FELV (Leucemia virale felina) è una malattia virale del gatto non trasmissibile all’uomo o ad altre specie animali, che puo’ provocare diverse patologie del sistema ematopoietico e linfoide: linfosarcomi, leucemie, anemia, aplasie midollari, immunodeficienze. Si trasmette per contatto diretto, soprattutto tramite la saliva (condivisione ciotole, lettiere, grooming e secondariamente morso) di gatti con viremia persistente.

La malattia può avere un decorso subdolo e tra l’infezione e la positivita’ ai test possono passare anche alcuni mesi, durante i quali il virus circola nel sangue del gatto per giorni o settimane e successivamente, grazie alla risposta immunitaria anticorpale, scompare dal circolo sanguigno integrandosi stabilmente nel genoma.

La malattia si puo’ diagnosticare attraverso un test rapido eseguibile in ambulatorio, ed eventualmente attraverso altri test piu’ specifici in base alla sintomatologia clinica del gatto e ad eventuali analisi del sangue. Attualmente non esiste un farmaco che elimini completamente il virus dall’organismo, ma solo eventuali terapie palliative che possono controllare infezioni secondarie o migliorare lo stato sanitario del gatto.

A causa della gravità e letalità di questa malattia infettiva è molto importante adottare delle misure igieniche e di profilassi che consistono nel separare gatti infetti dai gatti negativi ai test, fare diagnosi precoce su gatti appena introdotti, eseguire in gatti a rischio vaccini per FELV annualmente, ricordando che nessun vaccino protegge al 100% il soggetto dalle malattie infettive, ma riduce molto la probabilita’ di trasmissione.

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LA COCCIDIOSI NEL CUCCIOLO

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… è una malattia parassitaria sostenuta dai coccidi, protozoi che proliferano all’interno del tratto intestinale ed è tipica del cucciolo.

Si manifesta con diarrea ed è spesso accompagnata anche dalla presenza di sangue.

La prima cosa da fare per arrivare alla diagnosi è l’esame delle feci dal medico veterinario che vi spiegherà la terapia con la giusta posologia e i tempi di somministrazione.